Come {fallire nel} trovare lavoro in aziende che fanno Seo {o in generale}

Da qualche giorno ho ricevuto l’incarico di selezionare dei profili di “specialisti Seo” per l’agenzia dove lavoro. E’ un incarico importante, perchè può cambiare la vita di diverse persone, sia dal punto di vista di chi viene assunto, sia dal punto di vista di chi deve lavorarci assieme. Come hanno detto giustamente le persone che mi hanno preceduto in questo incarico:

E’ una specie di scommessa: devi vederci “qualcosa” in una persona, devi pensare a come può crescere, quindi non basta valutare il passato e il presente, ma in qualche maniera devi valutare anche il futuro di quella persona.

 OK, magari non hanno usato proprio queste parole…

…ma ho fatto del mio meglio per recepire questo insegnamento. Per cui da vero ingenuo con spirito positivo, mi sono fatto mettere in copia alla email a cui inviano le candidature di lavoro e visto che l’azienda aveva messo un passaparola su web e ha attivato una inserzione su linkedin… si è scatenato l’inferno.

Arrivano decine di curricula da Linkedin. Diverse decine. Che qualcuno deve vagliare, cioè il pirla della situazione io.

Il primo responso da questa tornata di candidature è…

Se sbagli una serie di passaggi... sei fuori!
Se sbagli una serie di passaggi… sei fuori!

 

Come ho arginato il diluvio?

Visto che anche io sono stato nel regime del “cambio lavoro”/ “cerco lavoro”, mi sono immedesimato nei panni di chi mi scriveva e ho cercato di rispondere ad ogni persona e vagliare ogni candidatura.

Premessa: l’agenzia cerca degli specialisti seo, se non sapete cosa sono, seguite il link.

Premesso questo, sopratutto dalla inserzione su linkedin, è arrivata una valanga di persone classificabili in questa maniera:

  • Persone senza alcuna esperienza Seo, ma esperta in settori non correlati (es: addetti alle vendite)
  • Persone con qualche minima spolverata di Seo, inserita in una valanga di altre cose fatte
  • Persone senza esperienza
  • Persone con multiple specialità (contate 15 in un caso)
  • Persone che hanno dimenticato di allegare il cv
  • Persone che hanno allegato il cv, ma non la lettera di presentazione
  • Persone che non hanno allegato il cv o la lettera, e il profilo di linkedin era incompleto
  • Persone che hanno allegato il cv con tanto di errori oppure confuso.

In tutto questo disastro, una persona ha avuto l’idea intrigante di rappresentare il suo cv con una infografica animata… peccato non avesse le skill tecniche e l’esperienza che servono a noi. (ma gli ho fatto i complimenti per lo sforzo)

Da più di 4 minuti a 45 secondi

Io adoro l’automation in tutto ciò che faccio, per cui dopo un pò mi sono accorto che ci perdevo 4-5 minuti ad esaminare ogni cv, capire le esperienze lavorative, gli interessi, i linguaggi (di programmazione) conosciuti, insomma per capire “ma chi cavolo è costui/costei“.

Dopo un pò ho creato delle macro risposte con http://www.autohotkey.com/ un simpatico software per windows 7 che mi consente di “stampare” delle risposte preconfezionate nel giro di pochi secondi, per cui il tempo di smaltimento dei cv è sceso ad un sesto del tempo originale.

La guida di sopravvivenza per passare almeno la prima crudele scrematura

Non capisco come mai devo essere io a fare un discorso del genere, quando ci dovrebbero essere fior di scuole, enti e personaggi preposti all’inserimento del mondo del lavoro. Probabilmente vale il vecchio detto chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna“: magari io esagero nel giudicare un’intera classe/generazione, ma mi sembra che qua la gente si butti allo sbaraglio, sparando nel mucchio, invece che fare una cosa fatta bene.

Attenzione, che questa “guida” non vi garantisce comunque di entrare in una realtà lavorativa qualsiasi, diciamo che aumenta le vostre probabilità di essere considerati almeno per uno sguardo prolungato. Dovrete comunque dimostrare di avere delle doti personali che siano utili all’azienda.

 

 Primo: compilate una lettera di presentazione come si deve.

Povera lettera di presentazione, trascurata da tutti, trattata come la sguattera che pulisce la cucina. E invece è la vera regina della festa!

…ok basta con le metafore:

una lettera di presentazione è il primo fondamentale passo per essere accettati o rifiutati dalla persona che fa la selezione.

Se omettete o ne scrivete una “tanto per farla”, state trascurando una prima opportunità, perchè chi fa la selezione del personale spesso è anche la persona che vi farà il colloquio (sopratutto nelle realtà poco strutturate come sono le agenzie di comunicazione e marketing). Ricodate quando ho detto che ne ricevo decine al giorno ? Non è una esagerazione: la lettera di presentazione è il primo passo per capire chi mi sta contattando.

Quindi come scriverla ? Ecco alcuni suggerimenti:

  • Una breve introduzione che descrive in breve chi siete e come avete trovato il contatto
  • Una ragione (o più ragioni) perchè state contattando proprio questa ditta.
  • Cosa sperate di trovare presso questa ditta e cosa potete offrire.

Fine.

E’ difficile o lungo scrivere tutto questo ? No.

E’ banale scriverlo ? Nemmeno!

Quanto tempo ci vuole a leggerla? VENTI (20) secondi.

Posso sentire qualcuno che mugugna “Ma così devo scriverla per ogni azienda” ! ESATTO!

Una lettera di presentazione è una introduzione personalizzata: immaginate se ad ogni persona che incontrate per la prima volta faceste la stessa presentazione? “Ciao, sono andrea, mi piace cucinare il risotto con asparagi e radicchio, credo che tutto possa essere spiegato dal numero 42 e credo che potremo diventare amici se ti parlo di Gundam“. Sarebbe…strano ? allucinante? da manicomio?

Si, si e si.

E allora perchè fare una lettera di presentazione con copia e incolla? 

Non fatela, punto.

Documentatevi sull’azienda: esiste google, usatelo. Magari conoscete l’azienda per sentito dire, cercate in giro informazioni: partecipa a convegni ? Le persone che figurano nello staff, hanno un seguito online ? Hanno un blog ?

Non fate gli stalker. Un conto è interagire con una persona, un’altra è assillarla sperando di fare “i sagaci” online. Non fate i leccaculo. Limitatevi ad una interazione modesta e poi eventualmente quando avete una certa confidenza, menzionate il contatto nella lettera di presentazione: non prima.

 Per favore, coregete correggete il curriculum vitae

Avete visto qua sopra ? La parola errata che ho segnato con una riga orizzontale. Ecco immaginatevi ricevere un curriculum vitae costellato di errori di grammatica.

Fare Seo richiede in ambito lavorativo di essere più precisi possibili, perchè la “lingua italiana” non è solo il nostro modo di comunicare, ma è sopratutto il biglietto da visita dei siti dei nostri clienti.

Se una persona:

  • fa diversi errori ortografici
  • sbaglia i nomi degli strumenti che (dovrebbe) usare e che inserisce nel CV

…il primo pensiero che mi viene in mente è che è una persona approssimativa e questo potrebbe ripetersi nel lavoro: io voglio persone precise e onestamente non conosco nessuno che cerca persone “imprecise“.

…il secondo pensiero è che vuole fregarmi, quindi ha inserito dei “nomi” a caso, per dare al curriculum un aspetto più “professionale”.

Un pò come dire : che io sono un tifoso della Giuventur e che la squadra di Berlusconi è il Minal, di cui essi sono un acerrimo rivale.  

Vi si ritorcono le viscere, vero ? Beh, a me fa lo stesso effetto leggere certi curricula.

Fate leggere a più persone il CV: vostra madre (che vi vuole tanto bene), vostra nonna (che vi vuole tanto bene), il vostro migliore amico/a (che vi vuole bene), il/a vostro partner (che non vi sopporta più), il vostro parroco (ma fatelo nel confessionale così è costretto ad ascoltarvi). Puntate ad avere almeno tre punti di vista oltre al vostro per limitare i danni.

 

Siate affamati, siate folli, siate speciali(sti)

Cito Steve Jobs, perchè questo consiglio è più che mai valido.

Differenziatevi dalla massa più che potete!

A costo di sembrare dotati di prescienza, cercate di capire cosa potrebbe interessare al vostro interlocutore e tagliate i tempi: inviatelo assieme alla lettera di presentazione e al CV. Essere proattivi è un segno distintivo in questa società amorfa e priva di iniziativa.

SI

  • Interessi extra lavoro ma riconducibili ad attività lavorative (per esempio: programmazione)
  • Partecipazione online a contesti riconducibili al nostro settore (blogging, forum verticali), eccetera.
  • Progetti personali riconducibili al lavoro (profit o no profit)
  • Presentazioni che esulino dallo standard, anche dal punto di vista visivo.
  • Dati misurabili delle vostre attività e capacità (Google analytics è prezioso in questo) riconducibili al lavoro
  • Descrizione di case history di successo riconducibili al lavoro.
  • Cinque voci su sei precedenti, presentano la parola “riconducibili“: vuoi vedere che forse contestualizzarsi è una strategia vincente?
  • Usate Powerpoint! Lo mettete sempre nelle conoscenze del pacchetto office: usatelo. Siete tutti maghi delle presentazioni, mandatecele a vedere.
  • Osservate la sede dell’azienda: è vicino a dove risiedete? No: siete disposti a trasferirvi ?

No

  • book fotografici (salvo non siate modelle)
  • foto ritagliate da serate in discoteca

Forse

  • Attività personali (sport, volontariato, cucina, uncinetto, pilates a squadre, eccetera) se vi caratterizzano in qualche modo. Per esempio “gioco a calcetto da quando avevo 9 anni” non mi dice nulla di una persona salvo che gli piace giocare a calcetto. Invece “gestisco una associazione sportiva di curling da 5 anni” mi fa intuire che è una persona abituata a interagire con le persone, a coordinare, a pianificare: tutti aspetti interessanti per una azienda!

(ringrazio Enrico Altavilla per il feedback su questa sezione!)

Conclusione?

Per ora è tutto: insistete e i risultati arriveranno: buona fortuna! (che non basta mai)

Aggiornamento 12 febbraio 2013

aggiungo un paio di chicche .

Premessa

Ho iniziato a fare un pre-screening tecnico, per filtrare un pò di profili poco tecnici e troppo social/copywriter che mi stavano arrivando. Ho quindi iniziato a fare alcune domande tecniche, alcune anche a trabocchetto, per cercare di captare la conoscenza della persona dall’altra parte. Molti risultati sono deprimenti, è come se la competenza tecnica Seo fosse andata sparendo nel corso degli anni.

Le domande sono un mix che scelgo casualmente e sono in alcuni casi strutturate in modo da chiedere “opinioni” o “esperienze”… ammettere la propria ignoranza non è un problema, anzi sapere di avere un problema da colmare è un ottimo punto di partenza. (Lo disse anche Diogene).

In mezzo a questo minestrone, sono svettati due casi particolari che vado ad enunciare:

Quello che pensava di essere ad un esame di stato o di scuola

Un tizio ha copiato le risposte. Quando gli chiedevo pareri, opinioni ed esperienze ha iniziato a scrivere una turbofilippica sui massimi sistemi, come se stesse declamando un capitolo di diritto canonico di fronte al concilio vaticano.

Mi è venuto il sospetto dopo 15 secondi… e grazie al segugio google ho trovato la fonte nei 15 secondi successivi.

…quantomeno ha avuto la buona creanza di scegliere uno dei migliori in giro 😀

 Quello che ha frainteso il senso del questionario via email

una persona ha deciso di rispondere in “malomodo” alle mie domande. Non avendo la liberatoria per divulgare il contenuto esatto dell’email, faccio quello che fa un Seo Bastardo: text spinning e parodia.

Mio carissimo amico, perdonatemi per questa risposta che vi sembrerà quantunque poco cortese, ma mi sono arrogato il diritto di risponderle ancorchè voglio far valere il mio diritto di rifiutare di offrirle lezioni accademiche di ottimizzazione dei motori di ricerca o marketing sui motori di ricerca, a titolo gratuito.

Le raccomando invece una accurata ricerca sul negozio online il cui nome si ispira alla lussureggiante foresta tropicale che si estende tra brasile , colombia e perù. Consiglio altresì di approvvigionarsi di fantastici libri digitali e approfitto di questo breve scambio epistolare per segnalarle che ne sto scrivendo uno anch’io, seguendo la moda del momento. Con questo non vorrei offuscare l’opportunità di seguire dei fantastici video di auto apprendimento elettronico  su VostroTubo.

Che sbadato, stavo anche scordando i vari atenei americani che rilasciano fiori di corsi sfruttando la purezza della licenza fonte aperta; come potrà dedurre, ce ne sono di ottime anche per gli ambiti appena sopra menzionati.

Un bel libro nella vulgata italica, se volesse approfondirlo è “Web analytics” di (omiss).

Le chiedo perdono se il tono potrebbe esserle sembrato scortese: so che non mi porterà rancore.

Ps: L’italia come sicuramente saprà è il “nosense country”. Per questo, testè, farò del mio meglio per rilocare le mie attività in altra nazione.

 

Risposta mia: 

Ti auguro tutta la fortuna di questo mondo, perché sicuramente non porto rancore nemmeno io e sicuramente all’estero troverai molta gente interessata. Ti consiglio berlino, ci sono tantissime startup e un sacco di italiani che cercano compatrioti validi da integrare.

Se durante il viaggio volessi fare una lettura interessante, ti consiglio questo mio post:

http://www.andreascarpetta.com/come-diventare-seo-specialist/

 

 

14 thoughts on “Come {fallire nel} trovare lavoro in aziende che fanno Seo {o in generale}

  1. Personalmente credo che oggi sia molto difficile per il nostro settore trovare dei professionisti già formati e nella fase di scelta diventa molto importante comprendere le attitudini del soggetto e la capacità/determinazione di apprendere, risolvere problemi, imparare.

    Con certe caratteristiche personali le cose si imparano…anche le più difficili.

    1. Giustissimo quello che dici, fortunatamente è anche un settore dove imparare in autonomia è oggettivamente facile: c’e’ tantissima documentazione, tantissima formazione gratuita (pensa al corso di google analytics!) e quello che rimane è mettere in pratica e presentare dei risultati, per quanto soggettivi.
      La capacità analitica è fondamentale 🙂

  2. Bell’articolo anche se non concordo, non in pieno, sulla lettera di presentazione. Sara’ perche’ oramai sono in una realta’ lavorativa diversa e in Inghilterra sono molto limitati in fatto di buffer per capire chi sei, che fai e cosa vuoi, quindi non mi sento di avvallarla sempre e cmq.

    Cio’ premesso due righe di presentazione nella email sono sempre ben accette; ben strutturate dire dove avete trovato l’inserzione e perche’ state applicando. Questa e’ la cosa piu’ importante. Che volete lavoro si capisce, ma perche’ io devo assumervi? (PS. Anche io sono in questa rognasa attivita’ :))) )

    Quanto al software hotkey, sarei curioso di sapere come lo hai usato per ottimizzare il processo, non sia mai che ci tiro fuori qualcosa di utile.

    1. eheheh immagino la tua situazione in uk andrea 🙂

      per autohotkey ho “templatizzato” alcune risposte:

      – risposta negativa
      – risposta negativa con link al mio articolo “come si diventa seo specialist”
      – risposta neutrale con domande aggiuntive

      la risposta positiva è sempre scritta manualmente 🙂

      Già solo il fatto di risparmiare la pressione dei tasti, mi fa risparmiare una montagna di tempo.

  3. Scusate l’intromissione ma trovo che questo post sia basato su fondamenti se non sbagliati, sicuramente obsoleti. Mi spiego. Credo che un’azienda, a maggior ragione se attiva nelle nuove professioni “digitali”, un buon professionista se lo debba scovare. I social sono uno strumento potentissimo da questo punto di vista e le tattiche possono essere svariate: dal seguire profili interessanti su twitter a scandagliare i profili linkedin a acquisire segnalazioni da esperti nel settore fino a modalità più creative come contest on-line o crowdsourcing.
    Tutte modalità che richiedono in una prima fase più impegno di ricerca ma che possono dare risultati straordinari in fase di selezione, scremando all’origine quel 90% di profili che non interessano. Non bisogna sperare che il candidato ideale ci piova addosso per caso, ma va cercato, inseguito, anche lusingato se serve. Gli annunci di lavoro “classici” vanno bene se si cercano operatori call-center, addetti pulizie, apprendisti… e in generale quelle figure che non richiedono un alto grado di professionalità. Ma se si cerca un esperto in qualche settore, no.
    Con tutto il rispetto, ma mi viene un po’ da ridere a leggere che c’è ancora chi dà importanza alla lettera di presentazione che, secondo me va bene solo per capire se una persona sa scrivere correttamente o meno.
    Il professionista ideale bisogna cercarselo e desiderarlo come si cercherebbe un bel vestito, una bella auto, la casa della vita.
    My 2 cents 🙂

    1. Francesco,

      per quanto condivida in parte quello che dici, tieni presente che quel professionista prima o poi dovra’ fare del client facing e interagire con altre persone del team, quindi e’ di primaria importanza che sappia scrivere almeno la sua lettera di presentazione e il suo cv.

    2. Ci sono alcune cose giuste che dici, altre “imho” no:
      – nella vita c’e’ anche da lavorare, sopratutto se sei un “operativo”, fare recruiting non è ahimè produttivo, salvo uno non lo faccia per headhunter 🙂
      – Alcuni professionisti non sono attivi online e ne conosco diversi che sono bravissimi nell’atto pratico, ma non hanno alcuna visibilità online. Io per esempio non assumerei mai un Rand Fishkin, che è un ottimo relatore, ma sono sicuro che sul campo non è in grado di gestire i progetti day-by-day. Certo, se ad una azienda serve un “evangelist” ci può anche stare…
      – I colloqui dei “senior” avvengono mediante canali diretti. I Seo sono pochi e si conoscono tutti… tanto vale fare un passaparola.
      – Convenzionalmente il numero massimo di “amici” che una persona riesce a gestire è circa 150, devo sacrificare delle amicizie per seguire dei professionisti ? 🙂

      E viceversa…

      Insomma bisogna trovarsi a metà strada.

      Gli annunci di lavoro classici, vanno bene per far “girare la voce”.

  4. Andrea, in questo momento il tuo ruolo è quello di “cacciatore di talenti”, che è fondamentale in una struttura come Sems che, rispetto a tante altre sul mercato, ha sempre fatto della capacità di saper formare le risorse un elemento differenziante. Quindi la sfida è proprio quella di saper leggere tra le righe di CV tutti uguali quegli elementi che ti possono far capire quale persona potrebbe essere un investimento da quelle che puntano a entrare solo per avere uno stipendio e mettere un’altra azienda in CV in attesa di qualcosa di meglio.
    Il brutto è che si tratta di un processo time consuming e avverso a qualsivoglia tipo di automazione (negli USA esistono guide che ti spiegano come inserire parole chiave in alcuni punti dei CV per “fregare” i software di preselezione).
    In bocca al lupo, è una sfida non da poco:-)
    Per quanto riguarda alcuni punti del tuo intervento o dei commenti:

    Lettera di presentazione: nel mio modo di fare recruitment è fondamentale, perchè differenzia chi realmente ci tiene a quel posto da chi ti ha semplicemente inserito in una lista di invii. Fare una lettera di presentazione come si deve costa tanto tempo, e io le ho sempre valorizzate. Senza contare che proprio queste presentazioni mi hanno fatto scoprire dei talenti che mai avrei identificato attraverso un cv tradizionale. Molti non le scrivono perchè pensano che il colloquio di persona sia un passo scontato dopo l’invio del curriculum vitae: non è così! Io che faccio l’imprenditore non posso passare le giornate a incontrare tutti coloro che rispondono alle inserzioni. Vuoi lavorare per me? Aiutami e mettimi nelle migliori condizioni per poterti scegliere.

    Linkedin: fare un’inserzione è la maniera migliore per essere inondato di spazzatura. In questi anni la media di cv realmente validi da questo canale è stata tra lo 0,5% e l’1%. oltre la metà di chi si è applicato non ha nemmeno letto l’inserzione… Ma è comunque un passo da fare perchè in quello 0,5% puoi trovare il talento da crescere o lo specialista che ti può far fare un salto di qualità.

    Aspettare vs cercare: pubblicare sul proprio sito un’offerta di lavoro ha la funzione di attirare quei talenti (o presunti tali) che ambiscono a lavorare per te. Vale solitamente per i profili jr che, come contropartita alla formazione che otterranno, mettono voglia di fare e magari competenze complementari che possono tornare utili all’agenzia. Anche se curiosamente, in alcuni casi, chiedendo a persone valide come mai non avessero mandato prima il CV a Sems, mi sono sentito rispondere “non mi sentivo ancora pronto”.
    Raramente arrivano contatti di persone veramente “senior”. Quelle, come evidenziato da alcuni commenti, te le devi andare a cercare e “corteggiare”.

    Esperienza: intesa come quella che ogni persona cerca di “vendere” attraverso il proprio CV. Mai ccome nel mondo SEO ho visto gente prendersi i meriti di cose fatte in realtà da altri, confidando nel fatto che magari il selezionatore non sappia come valutare il tuo operato. Il massimo l’ho raggiunto una volta con un ragazzo che portava come suo caso di successo i risultati di una certa azienda… Che fino all’anno prima era stata un’azienda cliente di Sems, che avevo seguito io personalmente e la cui visibilità era frutto di quello che io avevo fatto… Capirai:-)

    Chimica e scintille: una volta identificaro il talento, capire come agirà/reagirà in un contesto di lavoro di equipe è l’altra grande sfida. Non è per nulla detto (verificato sul campo) che un super Seo che ha lavorato in proprio come affiliato e ha ottenuto risultati stratosferici nei settori “PPC” (no, non i link sponsorizzati:-) sia poi in grado di fare la differenza in un’agenzia seo “white hat” che lavora in ambiti più tradizionali e per la quale la grande sfida non è tanto la competizione nelle serps ma il far fare ai clienti il necessario per ottenere risultati. Ci sono persone che in team hanno dato il massimo, altre che non si sono mai realmente abituate/adattate: io personalmente, a priori, non sono mai riuscito a capire chi rientrasse nell’una o nell’altra categoria, ho dovuto/voluto dare fiducia, incrociando le dita.
    Buon lavoro, anche perchè devi portare avanti una tradizione che ha visto passare per Sems tanti specialisti che sono poi diventati “nomi noti” della SEO italiana (o tanti altri meno noti ma con competenze di alto profilo).

  5. Andrea, sono sinceramente sconcertato dal fatto che ci sia gente che si butta senza avere la benché minima competenza richiesta. D’accordo che c’è la crisi, magari sono io che sono troppo timido… però non mi candiderei MAI come esperto SEO senza avere lavorato nel ramo per almeno un anno filato.

    1. ciao max 🙂
      Che ti posso dire, evidentemente un sacco di gente non legge l’annuncio, clicca sul pulsante di “submit” di linkedin 🙂
      ..e dire che per un buon Seo, sapere leggere è una capacità altrettanto importante che saper scrivere! (spero che una certa persona non legga mai questo commento, la mia ADHD galoppante mi rende un pessimo lettore… ma proprio per questo preferisco circondarmi di persone migliori di me)

  6. Una volta chiesero anche a me di fare una serie di colloqui in un’agenzia in cui ho lavorato e confesso di aver provato la stessa sensazione di inadeguatezza. Dopo averci pensato un po’ mi sono detto: cavolo, ma a pensarci bene non dovrebbe essere un SEO specialist a fare i colloqui, ma un esperto in risorse umane, no? Al limite il SEO dovrebbe dare indicazioni a chi fa colloqui per mestiere.

    1. la cosa è dibattibile: le persone che si occupano di “risorse umane” non hanno mai la competenza tecnica necessaria a valutare una persona che deve avere un profilo tecnico. Certo se stai cercando account e venditori che hanno dei profili “generali”, non ti serve un tecnico come intervistatore!
      Se mi ritrovo una persona selezionata da una risorsa solo perchè è un ottimo “parolaio” ed è molto simpatico, ma poi non sa la differenza Seo tra ottimizzazione del title e ottimizzazione della meta description, mi ritrovo con un simpatico parolaio che mi abbassa la produttività invece che alzarla 🙂
      Da questo punto di vista, il concetto di aziende come hivejobs.com è vincente: i tecnici, valutano i tecnici.

  7. Raramente partecipo alle discussioni nei blog di SEO Specialist, ma questa volta sono molto contento di farlo perchè mi è davvero piaciuto il modo con cui ti sei espresso e, tra le altre, mi hai permesso di scoprire un nuovo strumento che sicuramente mi farà comodo (AutoHotKey). Grazie!

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