Seo omeopatico

Alcuni giorni fà leggevo un articolo riguardo la cosidetta cura “Stamina” , basata sulle cellule staminali, che secondo un ricercatore che l’aveva analizzata era una “dose omeopatica“. Non starò a citare l’articolo, perchè nel mio blog non parlo di cure staminali (almeno per ora), ma il paragone con l’ambito seo mi è balzato immediatamente in testa.

L’omeopatia, per chi non lo sapesse, cito da wikipedia:

L’omeopatia (dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza) è un controverso metodo terapeutico alternativo, i cui principi teorici sono stati formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo. I principi dell’omeopatia non sono accettati dalla scienza medica che li considera inefficaci e potenzialmente pericolosi per la salute.

Come funziona ? In sostanza il principio dell’omeopatia è di diluire una sostanza in dosi sempre più annacquate: si tiene solo l‘1% della soluzione e ad ogni passaggio e si aggiunge altra acqua per raggiungere il 100%. Dopo la 12 esima volta che viene ripetuto il processo, a causa del numero di avogadro, la sostanza originale non esiste più.

L’accusa della scienza è che queste sostanze sono solo dei farmaci placebo.

Per fare un paragone assurdo è come se buttassi un gatto in piscina 12 volte per renderlo sempre più morbido e purr-oso.

Seo omeopatico come buttare un gatto in piscina
Non provateci a casa, nemmeno se avete una piscina

Quindi mi stai dicendo che esiste il Seo Placebo ?

Si. Purtroppo la realtà è che la qualità media dei servizi Seo erogati è in calo, secondo me. Non ho una visione del mercato così ampia, ma anche solo a parlare in giro con le persone uno si accorge che ci sono diverse anomalie… cerco di spiegarmi meglio.

Ci sono diversi livelli di qualità del servizio

  • Top level: le grandi agenzie di search marketing. La qualità può variare nel corso del tempo, ma grazie al fatto che possono contare su un organico cospicuo, su contatti, su personale di supporto e su mezzi economici di alto livello, sono in grado di erogare un buon servizio che è sopratutto costante. Lavorano principalmente con clienti enterprise: assicurazioni, banche, grossi brand di vari settori, e-commerce che vendono su tutto il territorio. Sono poche quelle che sanno davvero lavorare bene
  • Near the top : sono i consulenti top. Hanno generalmente fatto un percorso all’interno delle grandi agenzie e poi si sono messi in proprio. Il loro ruolo non è più di essere “operativi”, sono i consulenti strategici che risolvono i grossi problemi, che identificano le magagne, le risolvono e poi se ne vanno per la loro strada. Sono i formatori perfetti, sanno come funzionano le cose e sanno trasmetterle a chi deve imparare. In italia secondo Cesarino ce ne sono forse una decina (e 4 si sono riuniti qua). Il loro unico punto debole, se vogliamo trovarne uno (come la kryptonite per superman), è proprio la mancanza di continuità che invece le grandi agenzie riescono a garantire.
  • Above the fold: fino al secondo punto mi sentivo Briatore, ora finalmente posso smettere di usare “top”. In questa categoria ricadono piccole agenzie e liberi professionisti che erogano un servizio qualitativamente buono. Non hanno i mezzi o la reputazione (che è importante) dei grandi nomi, ma fanno del loro meglio per far crescere il business del loro parco clienti.

…e poi ci sono gli altri.

Gli altri sono difficili da identificare: sono quelli che diluiscono l’investimento del cliente, fino a farlo diventare insignificante.

Sono quelli che si propongono un palliativo quando una azienda è malata, risultando ininfluenti o addirittura in alcuni casi letali.

Ma le aziende si ammalano ? ovvio che si, quando un’azienda ha più costi che ricavi, comincia ad accumulare debiti, finchè non è costretta a chiudere. (salvo non sia una importante casa automobilistica, in quel caso può fingere un piano industriale, licenziare persone e con i soldi ricevuti dallo stato localizzarsi altrove. Ma è un caso puramente ipotetico…).

Non parlo solo di risultati

E’ riduttivo pensare al “Seo placebo” come un Seo che non porta risultati quantificabili in termini di fatturato o visitatori. Ci sono figure Seo tecniche che sono preposte al mantenimento di una situazione ottimale e sono l’equivalente dei meccanici della formula uno: loro non corrono, ma senza il loro aiuto la macchina si spacca e perde.

Come dice spesso Piersante Paneghel, esiste il concetto di “Seo di attacco” e “Seo di difesa“. Un ruolo serve per aggredire nuove opportunità, l’altro consolida quello che è disponibile.

Il Seo placebo, non fa attacco o difesa. Fa solo “finta” di supportare il cliente, mette in piedi alcune attività di poco conto e illude il cliente dandogli l’impressione di aver raggiunto grandi risultati.

Come riconoscere (ed evitare) il seo placebo

E’ difficile dare delle indicazioni che siano omnicomprensive, credo anzi che da un lavoro di crowdsourcing di quelli che fanno onestamente questo mestiere possano uscirne fuori degli spunti interessanti, inizio con i miei.

  • Chiedete di visionare alcuni dati di google analytics dei clienti: Attenzione che salvo non ci siano accordi è vietato condividere con terzi i dati dei propri clienti. Se chiedete però di visionare un grafico che faccia vedere l’aumento delle conversioni da traffico organico non legato al brand, dovreste ottenere dei dati interessati anche se sono privati dei numeri specifici. 
  • Se menzionano dei posizionamenti raggiunti su dei progetti, verificate i posizionamenti manualmente. (fate sempre i controlli in modalità “navigazione anonima” usando google chrome).
  • Se vi propongono un contratto annuale, esigete un piano di attività annuale, dettagliato mese per mese. Molti Seo placebo si limitano a fare alcune modifiche ai siti, poi segnalano su qualche directory il sito e nel campo delle small business si fermano lì. Però vi chiedono 12 mesi di “canone seo” come se i posizionamenti dipendessero dalla danza tribale attorno al fuoco che fanno ogni mese. E’ possibile che un piano di attività venga disatteso per motivi vari, ma un’azienda o un professionista rispettabile non ha problemi a ipotizzarne uno plausibile.
  • Secondo me, nessuna azienda sana di mente dovrebbe accettare un contratto su più anni, nel Seo. La “disciplina” del Seo cambia di anno in anno e talvolta anche durante l’anno, per cui è meglio ridefinire ogni 12 mesi massimo le attività in corso, quelle concluse e le nuove opportunità che offre il mercato. Non frammentate nemmeno troppo i contratti, 6 mesi sono il minimo per iniziare ad ottenere degli effetti dall’attività seo.

 

10 thoughts on “Seo omeopatico

  1. Ottimo. (Anche se il discorso omeopatia=placebo=inutile, in ambito medico, mi sa che è parecchio complesso). Tra i consigli da dare alle aziende che cercano un partner seo personalmente aggiungerei anche:

    1) se non vi chiedono i vostri dati analytics e quali azioni compiute dall’utente sul sito sono per voi strategiche,
    2) se non vi chiedono gli accessi al web master tools,
    3) se non vi chiedono i principali cambiamenti avvenuti sul sito nell’ultimo anno (almeno),
    4) se non fanno cenno (o un report) al vostro links profile,
    5) se il preventivo è vistosamente generico, che si capisce da lontano che è lo stesso che propongono a tutti, senza uno straccio di analisi che parli di voi e del vostro progetto on line,

    se accade una o più di queste condizioni in fase di contrattazione, allora, a mio avviso, l’azienda deve preoccuparsi. O più semplicemente cercare un altro partner.

  2. Era da un pò che non trovavo un articolo SEO che non facesse venir voglia di scrollare in fretta giusto per leggere grassetti e h2 😀
    Nulla da eccepire riguardo l’analisi SEO, devo solo precisarti che il placebo, a differenza delle terapie omeopatiche, può produrre effetti positivi misurabili, non solo in malattie psicosomatiche, ma anche in malattie fisiche, “reali”, come l’angina pectoris. Quindi in realtà il placebo, metaforizzando la SEO, potrebbe essere il consulente SEO apparentemente inesperto, e poco costoso, che “miracolosamente” riesce a portare enormi risultati 😛 (fonte: mia tesi sull’effetto placebo delle superiori)
    Sull’omeopatia, beh, hai scritto benissimo e, anzi, io avrei anche fatto notare che, molto spesso, le cure omeopatiche oltre a essere inutili sono anche più costose del farmaco reale/generico (un’altro bell’esempio applicabile alla SEO… =D)

    1. Interessanti riflessioni Danilo 🙂 magari correggo un poco il tiro, in effetti la consulenza Seo potrebbe essere un placebo benefico per il direttore del marketing 🙂 (meno per l’azienda che in quanto persona giuridica, non ha una percezione del sè :D)

  3. Non so como sono capitato dal pensiero “I DNS pubblici di Google caricano Facebook a velocità lumaca acefala” a questo post…ma dal momento che sono pienamente d’accordo, aggiungo qualcosa di poco importante:

    Se la vostra cara agenzia SEO vi consiglia (come attività critica) di riempire i tag META KEYWORD…scappate…velocemente…

    Infatti ho sempre pronto trai i bookmark il post di Matt (Di settembre 2009) dove dice: “Meta Keyword? Non c’è ne po’ …. di meno”

    Ma…il caffé sarà un placebo?

  4. Mi sono fatto un sacco di risate. Era tanto che non mi capitava leggendo di SEO. Al di là di questo tocchi un taso importante: come si fa a capire se i servizi SEO sono offerti da operatori competenti? La verità è che fino alla fine un seo “placebo” può dirti qualunque cosa e argomentare pure.
    Non so se (ma lo spero che) i suggerimenti che fornisci siano sufficienti per un imprenditore che non capisce niente di web marketing.

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